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Oltre il target: il valore delle persone al MARKETERs Festival 2019!

Nov · 4 min. di lettura

850 partecipanti, 55 speaker, 26 workshop: sono questi i numeri della quarta edizione del MARKETERs Festival 2019, evento che ha riunito professionisti del marketing, del branding e della comunicazione, in un’edizione ancora più ricca delle precedenti. 

Nello spettacolare contesto del Vicenza Convention Centre, location versatile, tecnologica e moderna, è andato in scena uno degli eventi più interessanti dell’anno in ambito Digital Marketing e Innovazione. 

Il suono cattura dove la mente dimentica

Con ospiti provenienti da tutta Italia, questa edizione del MARKETERs Festival si è aperta con il potente intervento di Chiara Luzzana, Sound Artist e Designer che ha raccontato il potere del rumore e del suono nelle nostre vite. 

“Lo sentite questo? Il silenzio non esiste”: con questo incipit ci ha portato a scoprire come ogni marca possa trovare la propria colonna sonora, la propria voce. Chiara l’ha scovata per Lavazza viaggiando fino in Brasile nelle piantagioni di caffè, o in una fabbrica di orologi in Svizzera per Swatch. Se, come diceva Paul Watzlawick, è impossibile non comunicare, oggi è impossibile non sentire nulla, ma anzi è importante costruire e raccontare la propria essenza sonora, per rendersi percepibili e riconoscibili non solo attraverso contenuti visivi, ma anche grazie a stimoli acustici.

L’importanza del contenuto, della personalizzazione e della distribuzione

Avevamo già trattato il potere della personalizzazione dei contenuti nello sviluppo di attività di comunicazione rilevanti per il pubblico. Nella mattinata di sabato, Paola Sinagra, Precision Adv Manager in l’Oreal, ha enfatizzato quanto oggi più che mai ci sia la possibilità di conoscere la propria audience e di progettare contenuti pertinenti ai loro interessi. La pubblicità ad un pubblico di massa non funziona, così come non funziona più la micro-targetizzazione, ciò che invece possiamo iniziare a fare sin da ora è ascoltare e conoscere più da vicino il pubblico a cui vogliamo parlare, ascoltarne i bisogni e raccontargli in che modo la marca può aiutare nella vita di tutti i giorni. Dai nuovi formati di advertising storytelling di YouTube (la Video Ads Sequency) ai nuovi modelli di Customer Journey, per Paola la regola d’oro di ogni adv è data dalla definizione di tre elementi:

  • a chi sto parlando e in che fase del processo di awareness si trova;
  • dove trovo la mia audience: in quali canali e in quali momenti;
  • cosa è rilevante per loro, cosa cercano, da quali bisogni ed esigenze sono mossi.

Il brand deve ispirare ed emozionare 

Tutti i prodotti per vendere hanno bisogno del brand? A questa domanda hanno provato a rispondere Mariano Diotto e Gaetano Grizzanti, tra i massimi esperti di branding in Italia, che si sono passati il testimone in un’aula gremita di persone. Si è parlato di Brand Value, di Brand Power, ma soprattutto di cosa significa dare vita ad una marca. Sì, perché se il prodotto è sinonimo di funzione, qualità, prestazioni e prezzo, il brand deve essere emozioni, sentimento e significato.

Il brand rappresenta un modo di essere, lavora nel percepito, trasforma un cioccolatino in una promessa d’amore e Grizzanti lancia una sfida per comprendere appieno il valore della marca: “Riuscireste a definire il vostro brand senza descrivermi cosa vendete?”, non per tutti una domanda così semplice.

Il valore del teamwork e delle persone

Il pomeriggio del MARKETERs Festival 2019 è proseguito poi tra tavole rotonde, workshop e momenti di networking in un continuum di innovazione, creatività e passione. Dalla round table sull’influencer marketing con Imen Boulahrajane,sulla responsabilità che hanno gli influencer nel distribuire contenuti coerenti con la propria persona e rilevanti per la propria audience, alla necessità delle aziende di focalizzarsi sulla persona che si decide di coinvolgere nelle proprie attività di comunicazione e non sui suoi numeri.

Infine, Luigi Mazzola, Race Engineer in Ferrari dal 1989 al 2009 e oggi trainer aziendale, ha concluso una densa giornata regalando a tutto il pubblico uno speech da standing ovation. Ci ha raccontato come in un contesto in continua evoluzione, dove la deperibilità delle competenze è prevista in un arco di circa cinque anni e le macchine lentamente sostituiscono le persone, il punto di forza dell’essere umano sono le sue emozioni e la sua capacità di entrare in empatia con gli altri. Questo perché l’efficacia delle nostre azioni dipende al 45% dall’utilizzo del pensiero e al 55% dalle nostre emozioni; sono queste ultime ad essere la sorgente della nostra energia. Luigi ci ha lasciato poi con un consiglio: “Dobbiamo ricordarci di crescere sì per quello che sono le nostre competenze, ma senza dimenticarci di crescere anche come esseri umani”. Questo significa essere persone 4.0.

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