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NETIQUETTE: il galateo al tempo dei Social Network

Set · 4 min. di lettura

Netiquette: un neologismo che fonde il vocabolo inglese network (rete) con il vocabolo francese etiquette (buona educazione). Una sincrasi che designa un insieme di norme che disciplinano il comportamento di un utente quando si trova a navigare in spazi di socializzazione virtuali quali blog, forum, social network ecc.

Un manuale di buone maniere per surfisti digitali.

In poche e semplici parole: il galateo di internet.

Netiquette e social media management

Per il Social Media Manager la netiquette è un po’ come la spada laser per i Jedi: un’arma essenziale per proteggersi dagli attacchi di forze oscure e malvagie.

Può capitare di ricevere commenti offensivi, pubblicità di terzi o spam sulla pagina di un brand che un Social Media Manager gestisce. Perché non tutelarsi prima, definendo le regole del gioco in anticipo?

Stabilire delle linee guida di comportamento permette di tutelare i visitatori della propria pagina e di garantire agli amministratori un riparo da situazioni scomode laddove si verificassero offese, spam o altro.

La netiquette è, quindi, una delle prime cose che un Social Media Manager deve – insieme al cliente – definire, creare e pubblicare sulla propria pagina. Purtroppo, un vademecum della netiquette perfetta non esiste, questa deve essere, quindi, stilata sulla base della policy del brand. È proprio grazie a queste regole che si potranno gestire commenti ed eventuali crisi uscendone intatti e, perché no, più forti di prima.

Oltre alla semplice gestione della community un buon Social Media Manager sa di avere un ulteriore compito fondamentale: proteggere la società degli internauti dagli attacchi dei Troll.

E no, con “troll” non intendiamo le creature malvagie ampiamente descritte da Tolkien nella trilogia dell’anello, ma delle persone rozze e tendenzialmente maleducate dedite alla distruzione delle community. Il troll impiega il suo tempo nel pubblicare messaggi provocatori, scorretti e, a tratti, senza senso. Fomenta gli animi, conosce il punto debole del brand e lo colpisce diffamandolo di fronte a milioni di persone.

Come sconfiggerli?

Armandosi di tanta pazienza e affidandosi alla netiquette.

La netiquette in 7 semplici regole

A livello pratico, la netiquette si può inserire all’interno di una pagina in due modi:

           •          All’interno dell’area dedicata alle informazioni di una pagina Facebook;

           •          Per darle maggior evidenza si può utilizzare una custom tab il cui vantaggio consiste nell’alto livello di personalizzazione.

Ma vediamo ora alcune regole fondamentali, da seguire passo-passo, per applicare correttamente la netiquette.

Sono esattamente 7, non una di più, non una di meno.

1. Prima di pubblicare…rileggi!

Verba volant, scripta manent.

È vero, i modi per correggere errori e cancellare post ci sono, ma perché perdere tutto l’engagement ottenuto o il budget investito quando si potrebbe partire direttamente con il piede giusto?

Scrivi correttamente,

rileggi,

rileggi,

rileggi.

Basta anche solo un piccolo refuso per scatenare l’ira o le derisioni della rete: una volta scritto il testo, rileggetelo più di una volta perché la nostra lingua è tanto bella quanto pericolosa, e da “stupito” a “stupido” è un attimo.

2. L’educazione prima di ogni altra cosa

La Brand Reputation la fanno gli utenti.

Sui social network è gradito un tono informale ma pur sempre gentile, scatenare discussioni tra utente e brand è controproducente, il rischio è quello di avviare una guerra in cui, alla fine dei giochi, a rimetterci sarà solamente l’azienda che si sta rappresentando.

3. Chi tempo ha e tempo aspetta, tempo perde

Le regole della netiquette affermano che è doveroso rispondere a tutti, soprattutto alle critiche. Esimersi dal farlo non porta da nessuna parte, specialmente in caso di commenti negativi. Offrire sempre una risposta celere, entro un’ora dall’invio del commento, è il primo passo per una corretta gestione delle richieste che arrivano dalla community.

4. #Non #Usare #Troppi #Hashtag

Parlare per hashtag è fastidioso.

Un Social Media Manager che si rispetti dovrebbe avere delle competenze anche in ambito di copywriting. Si presume, quindi, che sia in grado di usare frasi di senso compiuto, chiare e mirate. Gli hashtag vanno dispensati con parsimonia e in modo funzionale.

5.  NON SERVE URLARE!

Una persona che ti urla in faccia non è piacevole, giusto?

Bene, nel linguaggio della rete l’uso del Caps-Lock è sinonimo di un tono animato e concitato, effetto URLO!

Evita di utilizzarlo nelle didascalie, nei messaggi privati, nei commenti, ovunque.

6. Lo spam è la versione 2.0 del venditore di aspirapolvere porta a porta

Sui social si può spammare inviando costantemente richieste e inviti a scaricare applicazioni, a mettere like alle pagine, taggare in continuazione amici e parenti, retwittare selvaggiamente e commentare a sproposito. Questi comportamenti devono essere moderati e limitati perché il rischio in cui si incorre è quello di infastidire gli utenti.

7. Attenzione ai contenuti

Oltre alle regole di buon senso, come non condividere foto e video di utenti senza il loro consenso, un buon Social Media Manager pone estrema attenzione a ciò che pubblica.

I social network fungono da amplificatore, perciò i contenuti condivisi possono raggiungere un’infinità di utenti in breve tempo. Questo si traduce in un’ampia visibilità che, però, può trasformarsi in un’arma a doppio taglio nel caso di contenuti non graditi agli utenti.

Fate Attenzione, perché l’epic fail è sempre dietro l’angolo.

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