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Digital Marketing nel mondo: il punto di vista di Eleonora Rocca

Set · 8 min. di lettura

A poco meno di un mese dai Digital Innovation Days 2019 – il più grande evento italiano dedicato al Marketing Digitale e all’Innovazione a 360 gradi – abbiamo avuto il piacere di intervistare Eleonora Rocca, Fondatrice & CMO dell’evento. Dopo una lunga esperienza professionale all’interno di diverse realtà italiane e multinazionali, Eleonora oggi vive a Londra e ci racconta delle differenze in tema di Digital Marketing tra Italia ed Estero, dei trend del momento e delle opportunità future di questo settore.

Ciao Eleonora, ci racconti brevemente il tuo percorso formativo e professionale?

Il mio percorso si è sviluppato su due linee parallele. A 20 anni ho iniziato a lavorare in Hewlett-Packard come Tech Backoffice mentre frequentavo Giurisprudenza. Sono cresciuta all’interno dell’azienda, arrivando a ricoprire i ruoli di Project Coordinator e Call Center Supervisor. Poi, sono passata alle vendite. Questa mia prima esperienza mi ha aiutata a capire cosa volessi fare nella vita, cosa mi piacesse davvero, ovvero il marketing, perché unisce due cose su cui amo mettermi alla prova ogni giorno: i processi di vendita e i progetti creativi. Dopo essermi laureata, ho svolto un master in Marketing e Comunicazione presso la Business School del Sole 24 Ore e un corso di specializzazione in Evolution Marketing e Social Media presso lo IED di Milano.

Finito il master, desiderosa di mettere in pratica quanto avevo imparato, nel 2012 ho creato il mio blog di Moda & Lifestyle, The Brunette Cupcake. È andato da subito molto bene, e grazie ad esso ho iniziato ad allargare la mia rete di contatti e a organizzare eventi Fashion, su Milano.

In parallelo, ho sviluppato la mia carriera verticale in grandi aziende come Roberto Cavalli e Microsoft. In quest’ultima sono stata Product Marketing Manager sul prodotto Microsoft Office e ho partecipato al roll out delle campagne di lancio di Windows 8 e Office 2013, prima di trasferirmi nel Regno Unito dove ho lavorato per diverse altre importanti aziende multinazionali nel settore tecnologico come Kingston Technology e TP-LINK UK in qualità di Channel Marketing Manager UK & Ireland.

La mia carriera aveva preso il lancio.

Grazie a questo background fatto di marketing, internazionalità, social media ed eventi, sono stata contattata da Mashable nell’ormai lontano 2014.

Vista quindi la mia esperienza nel settore, hanno pensato di chiedermi se fosse possibile organizzare il primo Mashable Social Media Day in Italia. Ho quindi creato questa prima edizione in un mese, senza fondi, senza un sito web, utilizzando solo la pagina Facebook, il profilo Twitter ed Eventbrite.

Ho cercato persone che facessero livestreaming, foto e altre mansioni gratis, per rendere sostenibile la manifestazione a livello finanziario. Dall’evento gratuito di un giorno con 150 partecipanti, siamo arrivati nel 2017 a essere una tre giorni non solo dedicata ai Social Media, ma all’innovazione generale, un evento tra i più importanti d’Italia col record del 2017 di 23.300 interazioni in tre giorni.

Questa sono io: 50% imprenditrice 50% Manager. In più, la visibilità, il network e il successo del mio evento, mi hanno permesso di lavorare regolarmente come Speaker, Consulente Digital Marketing, Trainer, Docente e Mentor per importanti realtà sia nazionali che internazionali .

Adesso vivi a Londra, di cosa ti occupi?

Sono International Marketing Manager per My Market Insight. È una società sul mercato da 10 anni, ma ha diversi progetti in startup al suo interno, compresi i lanci di due nuovi prodotti su scala globale.

Offriamo piattaforme di monitoraggio dati per il settore beauty, che permettono a PR, E-commerce e Digital Marketing Manager di creare strategie di successo in ambito social media, blog, siti web, stampa e influencer. Tra i nostri clienti ci sono i più grandi nomi del settore: Revlon, L’Oreal, GHD e Shiseido.  Abbiamo l’obiettivo di 6anche su nuovi mercati, è un ruolo importante che mi vede molto impegnata.

Sono 6 anni che vivi a Londra, quali differenze noti tra Italia e Regno Unito nel Digital Marketing?

Qui, in Inghilterra, applichiamo sicuramente di più il digitale nelle strategie di marketing, c’è meno resistenza. A livello di trend, invece, nemmeno qua riusciamo sempre a stare al passo con le ultime tendenze. Gli Stati Uniti sono sicuramente molto più avanti in questo senso.

Ci sono molti fondi, ma non sempre le persone fanno investimenti nel modo giusto e scelgono le giuste strategie digitali.

 La differenza principale, però, si riscontra nella propensione alla sperimentazione, qui è difficile ricevere un “no” secco ed è molto più facile trovare chi è disposto a osare, rischiare, mettersi in gioco.

È una questione culturale: c’è sempre la tendenza a crescere e si guarda all’evoluzione di ogni aspetto dell’impresa, se l’azienda sta andando bene, non si ferma, continua a guardare a come migliorarsi e ad investire su persone, processi, nuovi mercati, nuovi orizzonti del marketing e della comunicazione.

In Italia, vedo la voglia di esplorare il Digital, se ne percepisce l’utilità, se ne parla tanto, ma ho la sensazione che al momento di mettere davvero in pratica nuove strategie, ci si ritragga nell’assenza di budget o di minore propensione al nuovo.

La domanda che spesso mi pongo è: cosa riserva quindi il futuro all’Italia?

Forse arriveranno imprenditori o altre figure aziendali che impareranno a riconoscere le persone migliori con cui collaborare, come impostare i progetti e metterli in pratica, anche imparando a sbagliare e a considerare l’errore in ottica di apprendimento.

Occorre un miglioramento dell’execution in ambito digitale ma non solo, di come si svolge, di come utilizzare il budget al fine di farlo diventare un investimento verso un futuro migliore.

Per fare un esempio, ho sempre detto ai miei clienti: “non basta saper usare la piattaforma o avere il budget per le Facebook Ads, bisogna integrare la strategia per il digitale con un piano di marketing strutturato e ampio, che utilizzi tutte le le leve del marketing mix necessarie al fine di ottenere risultati di successo.

Coi Digital Innovation Days, secondo te, si riuscirà a far percepire il gap e a convincere gli imprenditori a sperimentare e rischiare qualche investimento per crescere?

Premetto che questo progetto è un po’ come il mio bambino, volevo fare una cosa mia, ma che fosse anche utile per il mio Paese, sebbene sia andata a vivere all’estero.

Uno degli obiettivi è sempre stato contaminare positivamente, dire che si può fare e si può arrivare a risultati. Per questo motivo, oltre alle eccellenze puramente nostrane, invito anche eccellenze italiane che lavorano all’estero. Per esempio, l’ospite che avremo da Facebook quest’anno è un italiano che vive a Londra: lui può dire come si agisce nel Digital a livello globale. Un altro discorso vale per i relatori internazionali, con loro si percepisce il gap in modo più sensibile.

Poi, si ritorna sempre al budget, ma si dovrebbe toccare con mano la differenza: se si vede una strategia che funziona, la si dovrebbe adottare, o quantomeno bisogna provarci, traendo ispirazione.

Spero l’evento possa essere uno stimolo per far scattare questa scintilla.

Vista la tua panoramica italiana e internazionale, sai dirci quali sono, secondo te, i trend da tenere d’occhio?
  • Sicuramente la Blockchain è da seguire e credo sia davvero il futuro.
  • Artificial Intelligence, sì, ma penso che la sua applicazione sia più lenta di quanto si pensi. Non è facile rimpiazzare le persone coi robot: le macchine devono imparare, la strategy richiederà sempre il supporto dell’umano e i costi d’implementazione sono elevati.
  • I video sono assolutamente un trend in continua crescita e il modo in cui vengono prodotti e condivisi è sempre più sofisticato.
  • Infine, direi che il tema del Micro Influencer & Nano Influencer Marketing sia sicuramente da tenere d’occhio.

Nel mondo tecnologico in generale, ho potuto constatare, specie dopo il mio ultimo viaggio in Silicon Valley, dove ho avuto il piacere di frequentare la prestigiosa Singularity University: le Automated Cars, la stampa del cibo in 3D, i robot sempre più ‘simili’ a noi umani: tutte innovazioni che esistono già e, negli USA in fase avanzata di test.

Quale messaggio vuoi comunicare a chi ti segue?

Ci sono due temi per cui mi impegno quotidianamente:

  • La leadership al femminile è uno di questi. Ricordo la mia esperienza a Singularity, dove eravamo 90 leader da tutto il mondo di cui solo 10 donne, c’è ancora molto da lavorare. È una questione molto trattata, ma le statistiche parlano chiaro: siamo molte meno rispetto agli uomini e non è esclusivamente colpa loro e del sistema, ma anche delle donne che non si mettono abbastanza in gioco.

Il mio messaggio è questo: mettiamoci in gioco, facciamo vedere che sappiamo fare e che possiamo avere ruoli di leadership senza necessariamente dover fare rinunce particolari.

  • L’altro tema, più imprenditoriale, è legato alla realtà italiana. Vedo tante startup dal potenziale elevato che, però, sono costrette a trasferirsi a Londra, a Berlino o in Silicon Valley per poter accedere a fondi e dare uno slancio ai propri progetti. Vorrei un’Italia innovativa dove il talento e la voglia di fare vengano premiati, soprattutto finanziariamente, perché anche se abbiamo grande talento e molte idee valide, senza investimenti è davvero difficile portarle al successo e vederle decollare, e trovo che sia un peccato.

Il 17, 18, 19 Ottobre, saremo anche noi al Talent Garden Milano / Calabiana in qualità di Media Partner dei Digital Innovation Days. Per restare aggiornato sull’evento seguici agli hashtag #DIDAYSIT e #DIDAYS su Twitter e Instagram.

Se non hai ancora acquistato il biglietto, puoi farlo cliccando qui, a soli 99€ inserendo il codice DID99 al checkout!

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